sabato 19 marzo 2011

Siamo stati in "paradiso"!

No, non è lontano il paradiso! Quello ornitologico, s'intende! Al momento giusto, nel periodo giusto e con la doverosa dose di fortuna è, per noi, a poco più di un'ora di auto da casa: Cervia, le saline e dintorni. Certo, siamo consapevoli dell'esistenza di luoghi meravigliosi in Italia, in Europa e, volendo, nel resto del mondo nei quali fare BW di altissima qualità scientifica ed emozionale; ma, questo, è così vicino e "normale", quasi affogato nel traffico di tutti i giorni che ogni tanto qualche conoscente ci dice: "Ma andate un'altra volta a Cervia?" Come dire non mangiate sempre le stesse cose, cambiate ristorante!
Alle saline il sole splende, il traffico è ancora addormentato; una vasca è perfettamente illuminata e avocette e volpoche ci danno il buongiorno. 
L'altra è decisamente in controluce. Si fa fatica all'inizio ad abituare gli occhi al sole diretto, si vede poco o nulla ma si sentono, rumorosissimi, i gabbiani corallini indaffarati in beghe condominiali nella loro piccola colonia. Due gabbiani reali ammarano (esagerazione, ci saranno si e no 20 cm d'acqua!) quasi in sincronia disegnando, tra cielo e acqua, simboli matematici.
Poi, dal nulla come ubbidendo ad un segnale convenuto, migliaia di piovanelli pancianera sgorgano dall'acqua, formano nell'aria ferma del mattino strane forme: sembrano le acciughe di De Andrè, "fanno il pallone"; si allungano a destra e poi a sinistra    
e puntano, minacciosi, verso di noi...per scomparire all'improvviso di nuovo in acqua. E torna la quiete.
Ci spostiamo lateralmente alla vasca ben illuminata per osservare un po' da vicino le pittime reali. Molte presentano già il piumaggio estivo quasi completo, esibendo su testa e petto uno splendente color rosso rame.
Anche le pittime, così come fanno tutti i limicoli, decidono di muoversi tutte e nello stesso momento. Certo i primi attimi dall'involo sono, a dir poco, caotici: la frenesia è tale che sembra già un miracolo che vadano tutte dalla stessa parte! Una volta raggiunto l'assetto di volo ecco che allora volano con gli stessi ritmi, le stesse cadenze.

E' ormai metà mattino e decidiamo di percorrere pochi altri chilometri per andare a visitare l'Ortazzo. Appena superato il passaggio a livello della sterrata che conduce all'oasi affianchiamo, sulla sinistra, un piccolo specchio d'acqua. Un mini canneto sulla nostra destra accoglie trenta o quaranta acquatici, rappresentanti di più specie. Una coppia di mestoloni maschi s'invola, mentre un migliarino di palude si sposta di canna in canna.
La foto è di MariaRosa. Avevo promesso di postarla nel blog: pensate un po' se mi fossi dimenticato!
Arrivati alla torre di osservazione dell'Ortazzo vi saliamo rapidamente e.....vuoto! Nel grande specchio d'acqua vediamo solo uno sparuto gruppo di cormorani e, in fondo, alcune centinaia di folaghe. Che delusione. Nella foto i casoni da pesca lungo il fiume Bevano.
In questi momenti "drammatici" che fanno gli ornitologi veri, quelli con "il pelo sullo stomaco" (questa è di Vasco Rossi)? Mettono mano alla cambusa e affogano i dispiaceri nei panini alla lonza, nelle banane della Coop e nell'acqua del rubinetto! Tra un morso e l'altro  passiamo il tempo con alcuni passeriformi che saltellano tra tre pini, proprio lì dietro la torre. Pettirossi e regoli in evidenza.

E mentre decidiamo di spostarci, un bellissimo falco di palude risale l'argine.
Attraversati di nuovo i binari (lì, al mini casello, quattro ragazze nere se la ridono: deve essere andato bene il lavoro mattutino...) MariaRosa si ricorda di un grande incolto poco dopo Mirabilandia dove avevamo visto, in altri anni, chiurli e albanelle reali. Trovato il bivio ci addentriamo nell'area che si rivela essere il regno incontrastato di saltimpali e luì piccoli.


Giunti al termine di un sterrata (l'ennesima) in prossimità di un piccolissimo specchio d'acqua veniamo accolti dalle fantastiche danze sincronizzate di un grande stormo di storni. Che dire di questi uccelli, così chiassosi e così "pestiferi", se non che ogni loro movenza nell'aria è pura poesia? Che osservandoli muoversi, anche solo attraverso un'immagine, sembra di poter ascoltare musica dal vivo? Il birdwatching non è solo registrare un avvistamento, partecipare a censimenti, stilare una check-list: anzi, non è questo. Il birdwatching è un'arte: l'arte di osservare e di ascoltare!
Ritornando sui nostri passi un airone bianco maggiore, uno dei pochi aironi della giornata, ci osserva sospettoso dal suo bel prato verde.
Ormai è primo pomeriggio e torniamo volutamente alle Saline di Cervia per prendere qualche immagine con il sole che, scendendo verso occidente, illumina di luce calda e obliqua l'acqua. E anche se a tratti il cielo s'annuvola, la luce è bellissima.
Finalmente ben illuminata la colonia dei corallini (ma staranno un po' zitti almeno di notte?)
I pancianera continuano i loro voli, poco alti sulla superficie dell'acqua.

Inaspettati, 15 cavalieri d'Italia giungono dalla zona del Kartodromo dove abbiamo visto, seppur molto lontana, una coppia di albanelle reali. 
Dalla vasca opposta a quella che stiamo guardando arrivano alcune pittime reali, a piccoli gruppi o soggetti isolati.
Alcune si posano abbastanza vicine, così da poter essere osservate meglio.

Poco dopo tutto lo stormo si alza in volo, sorvola la strada che divide le due vasche e disegnando nel cielo pomeridiano fantastiche traiettorie, viene a posarsi dalla nostra parte.

Quando stiamo per riporre gli attrezzi "da lavoro", decidendo di rientrare sfruttando la luce del giorno per viaggiare in tranquillità i pancianera, quasi a salutarci, si muovono per un ultimo volo sfrecciando sullo sfondo del monte Titano.

giovedì 10 marzo 2011

Migratori: partito il conteggio!

Primissime ore della mattina trascorse ai "guazzi" di Scossicci (MC), nella piana del fiume Musone. Dei tre specchi d'acqua visitati solo uno era frequentato da uccelli: guardiano del posto un simpatico Luì piccolo.
Stranamente nessun limicolo presente, ma una cinquantina di anatre di ben sette specie diverse. Codoni, Mestoloni, Fischioni, Alzavole, Canapiglie, una Moretta tabaccata e gli immancabili Germani reali.


Come spesso accade e senza preavviso, le anatre si sono levate tutte in volo, hanno fatto dei giri attorno al guazzo, e si sono posate di nuovo.
Poi ancora in volo con cerchi sempre più larghi, fino ad allontanarsi verso la foce del fiume (brutto e sporco: questo fiume è veramente una cosa oscena.....)

Una Poiana stancamente volava a non più di un metro da terra, per poi posarsi di nuovo sul terreno, facendo involare un centinaio di Pavoncelle. Mi sono diretto anch'io verso la sponda del Musone, fino a un casone abbandonato dagli uomini, ma abitato da una coppia di Gheppi. Fermata l'auto in una improbabile rotatoria (solo dipinta sull'asfalto, al termine di una stradina a una sola carreggiata, laggiù in fondo alla piana e a ridosso dell'argine del fiume: se voi vedeste questa cosa!!! Non si sa più se ridere o piangere...) sono stato attratto dal continuo tambureggiare di un Picchio rosso maggiore. Ad un tambureggiamento ha risposto un secondo, sempre lì vicino. Incuriosito mi sono fatto largo tra l'intricata vegetazione, fino a raggiungere una posizione da dove poter guardare bene. Era una coppia di picchi, molto indaffarati attorno ad un albero: sparivano a turno dietro l'albero, mentre l'altro rimaneva in vista appoggiato su uno spezzone di ramo, e lì tambureggiava. Ma senza produrre fori, solo per emettere rumore: ha qualcosa a che vedere forse con atteggiamenti territoriali?

A metà mattinata ho lasciato i guazzi per andare alla Gradina, a tentare la sorte con i primi rapaci migratori. Complice il bel sole, a tratti anche tiepido, me la sono proprio goduta. Certo, i numeri ora sono quelli che sono, ma cominciare a rivedere qualcuno di quegli splendidi uccelli ti mette addosso un'allegria..........
Comunque il taccuino oggi ha registrato: 1 Albanella reale femmina, 2 Falchi di palude maschi e 1 Poiana, sicuramente migratrice. Ancora 5 belle Gru; e poi Poiane, Sparvieri e un Pellegrino stanziali. E sopratutto, e per la prima volta al Conero, (almeno nell'"era" Borioni ;-)) contattato il Picchio verde: ho udito la sua "risata" almeno cinque volte nella mattinata; proveniva da una pineta difronte alla Gradina. Gran bella soddisfazione!

lunedì 7 marzo 2011

A cavallo della domenica

Sabato, ultimo giorno secondo le previsioni meteo del brutto tempo che ha imperversato sulle Marche per tutta la settimana. Bene, ci siamo detti, è la giusta occasione per una proficua "abbuffata" di gabbiani! E così è stato, ma certo non immaginavamo di trovarne a migliaia sulla battigia, a rimpinzarsi con tutto quello che il mare aveva riversato sulla spiaggia.
Micro organismi e mini crostacei, qualche piccola vongola, ma anche succulenti pesci che sono stati il pretesto per rincorse e lotte aeree: gabbiani comuni, gavine e corallini ad abbuffarsi. Ma non i gabbiani reali, che quelli si mischiano poco con i loro simili di più piccola taglia!

Perché loro, i reali, specie se giovani, fanno altro. Fanno i "gipeti marini".....Raccolgono nel becco grosse conchiglie, si alzano in volo e le fanno cadere sulla spiaggia ghiaiosa perché l'urto con i sassi le possano rompere!

Molto belli da vedere i gabbiani corallini e i gabbiani comuni nella loro livrea nuziale.


In mezzo a tutta quella sarabanda di gabbiani, un minuscolo Saltimpalo approfitta di tutti gli insetti che infestano quell'ammasso di materiale che il mare ha depositato sulla spiaggia. Dall'alto del suo posatoio, s'intende!
Mentre una femmina di Gheppio caccia in una striscia di terra che corre parallela tra la strada statale e la ferrovia. Ogni tanto s'invola, fa il suo bello spirito santo, e quando ha terminato si posa sui paletti che reggono una recinzione.

Domenica, e finalmente un pò di sole. Siamo riusciti a coinvolgere degli amici birders a monitorare le coppie di falco pellegrino che vivono lungo le falesie del parco del Conero.
Distribuite le cinque coppie di osservatori in altrettanti punti strategici, io e MariaRosa ci siamo posizionati dalle parti della cattedrale di Ancona, sul colle Guasco che domina l'area portuale e il cantiere navale. E' qui che vive e nidifica ormai da anni una coppia di falconi, proprio sulle gru. Ed è su una di queste che abbiamo trovato appollaiata la femmina mentre il maschio ha fatto una sola fugacissima apparizione. Lei, la falcona, è rimasta per oltre due ore ferma lì, a guardarsi distrattamente intorno facendo bagni di sole.
Ma quando due poiane hanno invaso il suo spazio aereo non ha potuto esimersi dal lasciare quel bel posticino e attaccare ora l'una ora l'altra, fino a fare allontanare le poiane verso la zona ovest della città. A quel punto, dato che ormai la beata siesta era stata interrotta ha pensato bene di allontanarsi verso il mare, alle spalle della chiesa. E di non farsi più vedere per il resto della mattinata.

Oggi, lunedì, la giornata  è bellissima; piena di sole anche se ancora fredda e ventosa. Mi sono di nuovo diretto verso le spiagge a nord di Ancona con l'intenzione poi di andare a cercare le gru che erano state segnalate in zona ieri. In mare molti meno gabbiani di sabato, ma qualche simpatica "banda" di corallini che scorrazzano bassi sul mare, quasi a giocare a nascondino tra le alte onde.
Ancora molti gabbiani comuni, ma nessuna gavina: almeno lungo il tratto che ho percorso.
Rientrando dal lungomare, ai lati della statale i nubifragi della scorsa settimana hanno allagato alcuni tratti di campagna. E quando si formano degli acquitrini è più facile osservare gli uccelli. Qui ho trovato delle pavoncelle e due combattenti. C'erano anche un piro-piro culbianco, storni, ballerine bianche e alcune pispole.
Poi ho preso il bivio a destra prima del ponte sul fiume Esino. Dopo poco più di un chilometro ho trovato le gru, che erano poi il vero obiettivo della mattinata. 
64 splendidi animali, molto chiacchieroni e anche un pò litigiosi!  
Nel gruppo ho individuato almeno 5 giovani.