lunedì 4 luglio 2011

L'altopiano delle meraviglie: parte seconda

Ci siamo tornati! Sull'altopiano di Castelluccio di Norcia, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Perché in primavera una visita non basta. Perché la fioritura dell'immenso pianoro attorno a Castelluccio cambia coreografia e colori continuamente, un giorno non è mai uguale a quello successivo! Se quindici giorni fa il colore predominante era il giallo dei fiori della lenticchia con i primi accenni cromatici dei fiori spontanei ora, sfiorita quasi del tutto la leguminosa e svanito il bianco delle margherite, a farla da padroni sono il rosso dei papaveri e sopratutto l'azzurro dei fiordalisi.


Crediamo che le immagini possano dire tutto e di più di quanto non possa fare la tastiera del computer. Oppure bisognerebbe essere un poeta per descrivere le emozioni, le sensazioni e lo sbalordimento che si provano davanti a tanta bellezza.....!















Poi, verso l'ora di pranzo, è iniziato a piovere. Ma seriamente! Dopo un paio d'ore di quel nubifragio in un momento di relativa calma un balestruccio, evidentemente non soddisfatto di tutta l'acqua presa (o se ne è stato al coperto nel sottotetto dell'hotel?), è venuto al fontanile a fare un bel...bagno! Ma forse aveva bisogno di lavarsi soltanto il petto, tant'è che ha fatto i suoi bei tuffi in 2 millimetri d'acqua! Guardare per credere: ma non è buffo?









mercoledì 22 giugno 2011

L'altopiano delle meraviglie

L'altopiano delle meraviglie si trova a 1400 metri circa di altezza nel cuore del Parco dei Monti Sibillini. In parte nelle Marche, Pian Perduto (MC), in parte in Umbria, Pian Grande (PG). In mezzo, a dividere le due immense aree si trova Castelluccio di Norcia a 1452 mt., il paese più alto degli Appennini, inespugnabile sul suo cucuzzolo.


Questa immensa area, quasi 15 km², è famosa per la fioritura che tra fine maggio e inizio luglio rende il posto assolutamente unico, dove la lenticchia (altrettanto famosa) la fa da padrona con i suoi appezzamenti di diverse dimensioni e sopratutto con i colori giallo, giallo oro e verde giallo dei suoi fiori.


A completare l'enorme mosaico fiorito ecco i fiori spontanei, quelli che crescono dove gli va, e che creano altrettanti appezzamenti naturali che vanno ad intersecare quelli della lenticchia, questi però creati dagli uomini.


Ecco allora che al giallo si mischiano prevalentemente altri tre colori: il bianco, il rosso e l'azzurro. La margherita, il papavero e il fiordaliso.










Dove poi non c'è ne la lenticchia ne queste splendide fioriture, gli occhi e l'animo si perdono in spazi infiniti. Sono i pascoli per cavalli, bovini e pecore dove una minuta fioritura gialla, giallo-arancio e giallo-ocra punteggia e da luce al verde rigoglioso dell'erba.






Questo è l'ambiente ideale per osservare i calandri, i saltimpali e gli stiaccini, prevalentemente posati sui paletti delle recinzioni degli stazzi del bestiame. E mentre sui pascoli prossimi ai 2000 mt volteggiano sicuri e attenti i bianconi, sulle tante rose canine che bordeggiano l'unica strada che costeggia il Pian Perduto si possono osservare, posizionate sulle cime più alte degli arbusti, le averle piccole.



Salendo un pò di quota alla ricerca di un posticino tranquillo per "paninare" (non immaginate quanta gente viene richiamata da questo avvenimento e che comportamenti tocca vedere...) siamo arrivati agli impianti di risalita di monte Prata appostandoci, strategicamente, vicino a un fontanile da dove potevamo anche osservare la cima del monte Vettore finalmente libera dalle nubi.


Mentre salivamo in auto sapevamo benissimo dove avremmo potuto vedere il codirossone, ma certamente non sapevamo se ci saremmo riusciti. E invece, al secondo passaggio nella zona topica eccolo lì, bello e splendente, tranquillamente posato sulla cima di un albero.



Sappiamo che richiamo irresistibile sia un fontanile in montagna per gli uccelli! Bere e fare un bel bagno, con quell'acqua poi: ci saremmo tuffati anche noi in quelle vasche!
E qui, tra un panino con formaggio pecorino e un altro panino....sempre con formaggio pecorino ci siamo goduti l'andirivieni di culbianchi (una coppia con due pulli), fanelli, calandri, prispoloni, verzellini, cardellini, zigoli gialli e ballerine bianche.



Il maschio dei culbianchi, vero despota del fontanile, tentava di scacciare quanti si avvicinassero all'acqua, senza tuttavia riuscirvi. Perfino la sua femmina era oggetto di tali prepotenze!















Mentre intorno a noi svolazzavano i balestrucci che avevano i nidi sotto il tetto della baita-albergo di monte Prata.


Una volta rientrati a casa (meno di due ore di auto ci separano da quei posti fantastici) ci attendeva un'ultima sorpresa: posato sulla rete di recinzione davanti al nostro garage abbiamo trovato un bel verdone "codabianca"! Mai visto niente di simile?







giovedì 19 maggio 2011

Chi ha rubato i pecchiaioli? e Strano incontro alla Gradina

Quasi risolto il giallo dei pecchiaioli mancanti. 
Certo che se anche il <Capo> s'abbiocca, "te saluto biribina", e chi li conta allora i pecch?


M'hanno teso una trappola, e ci sono cascato come un pollo! 
E' stata una congiura ordita, come nella migliore letteratura, dai più fidati amici con a capo MariaRosa: TRADIMENTO!!!
Puah, vogliono farmi passare per uno che si addormenta: ma quando mai......

Ma veniamo alle belle notizie: così, dopo l'istrice e il capriolo, anche lo scoiattolo è arrivato al Conero! Ne incontrammo uno lo scorso anno in pieno autunno, ma fu così veloce nell'attraversare il sentiero che neanche ci sembrò vero. Poi in questa primavera tre segnalazioni sicure ci hanno dato la certezza del suo insediamento nel parco.
Bene, questa mattina appena arrivato alla Gradina chi incontro? Ma uno scoiattolo! E non un animaletto comune, normale: no! Questo è uno scoiattolo moderno, di quelli che sanno come va il mondo; che, per esempio, se non hai una specializzazione non sei nessuno, non vai da nessuna parte. 
E allora che fa il nostro folletto? Ma l'elettricista...guardatelo un po'.


Anzi, l'elettricista acrobatico!


Chissà che penserà di questi alberi moderni, così freddi e lisci? Tutto tronco e niente rami? Accetta allora un consiglio, 'vagabondo' dei boschi: torna dove gli alberi sono veri. Quello che stai facendo è un gioco pericoloso: chi tocca i fili muore!



mercoledì 18 maggio 2011

I rondoni colorati

Come ogni primavera, a maggio, ecco che arrivano i gruccioni. Allegri, colorati, simpaticamente chiassosi: prima li senti e poi li vedi!


I loro richiami risuonano incessantemente per mantenere unito il gruppo, come un "tenersi per mano" per non perdersi. E quando ne vedi uno isolato sembra che il suo verso risuoni più forte, come fosse preoccupato per aver perso il contatto con gli altri.



Una volta occupato il territorio iniziano le scaramucce per la formazione delle coppie, le prime offerte di cibo e i primi approcci "fisici" con esilaranti manovre a piccoli passi laterali sui cavi dove sono posati, fino ad ottenere il contatto di penna del maschio con la femmina prescelta. E a quel punto che succede? Che un terzo incomodo arriva volando e si posa esattamente tra i primi due!


Una vera meraviglia della natura questi splendidi uccelli, tra i più belli della nostra fauna alata.



Ah, ma stavo quasi dimenticando di spiegarvi il titolo di questo post!
Un paio di anni fa si fermò alla Gradina un gruppo di persone guidate da un ingegnere dei boschi, che dopo essersi profuso in indicazioni geografiche a vantaggio dei suoi ospiti, si avvicinò con parte del gruppo a noi chiedendo conto del nostro operato. E noi a spiegare le migrazioni, i rapaci, le tecniche di rilevamento sugli stessi e anche sugli altri uccelli che nel frattempo era possibile osservare. Finché i gruccioni, che erano già arrivati, si involarono rumorosamente come sono soliti fare, e noi <Ecco, questi sono i gruccioni, tra i più belli.......blà,blà,blà> <Ah> fece l'ingegnere <ma sono i rondoni colorati! Li abbiamo anche noi, vicino a dove abbiamo costruito un bosco>.
Ecco, tra le innumerevoli scempiaggini ascoltate negli anni a proposito di uccelli, questa dei rondoni colorati ci è sembrata invece una definizione simpatica, allegra come lo sono i nostri amici multicolore, da fare subito nostra.
E così, quando arrivano a maggio, ci viene spontaneo additarli, qualche volta, come "i rondoni colorati".








mercoledì 4 maggio 2011

L'appetito dei "pescatori"!

Non si può certo dire che i falchi pescatori che transitano sul Conero non siano delle "buone forchette". Dopo il falco del venerdì di Pasqua, guardate un po' questo che razza di fardello trasportava!
Speriamo non abbia fatto indigestione...



venerdì 22 aprile 2011

Il rispetto delle tradizioni......

Come la tradizione comanda, il venerdì (specialmente quello Santo)....pesce in tavola!



Visto come mi guarda? Paura che gli rubo la cena, eh?

Altre immagini dell'ennesima bella giornata di migrazione: albanella minore, lodolaio, biancone e il primo pecchiaiolo della stagione: un bel maschio.