venerdì 24 febbraio 2012

L'inverno "siberiano", le oche e...molto altro.

Questa perturbazione "siberiana" sembra uguale a quella di 27 anni fa: era il 1985 e io e MariaRosa ce la ricordiamo bene. Era l'inizio di gennaio quando iniziò a nevicare, e noi ci sposammo alla fine di quel mese!!! Però non abbiamo ricordi ornitologici di quel periodo: capirete bene, eravamo in altre faccende affaccendati...Ma questa prima metà di febbraio, e chi se la scorda? Neve, freddo e gelo e tanti uccelli spinti fino a noi dal Burian, il gelido vento degli Urali. Oche sopratutto, e tra le tante anche un piccolo contingente di Branta ruficollis.
La "collorosso", l'oca della Siberia occidentale! 
Imbrancate assieme a circa 400 lombardelle, 11 oche collorosso stazionano ormai da una quindicina di giorni nelle piane di Montorso e Scossicci, alle porte di Porto Recanati (MC), a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Musone, confine sud del Parco del Conero. Di giorno pasturano nella vastissima piana di Scossicci, un territorio assolutamente pianeggiante, pochissimo abitato e quasi tutto coltivato intensivamente. Dove trovano spazio, purtroppo, anche una decina di "guazzi", gli appostamenti fissi di caccia.


L'altra area dove sostano le oche è la piana di Montorso. E' un'area non molto ampia, contigua all'altra, e da questa separata da una modestissima collina di poche decine di metri di altezza; ma molto importante perché protegge la conca dai venti settentrionali. E tanto basta a dare riparo agli uccelli.


Quante volte abbiamo immaginato viaggi per mete lontane, solo per poter ammirare le evoluzioni aeree di stormi di uccelli così. Poi capita che la fortuna, in questo caso sotto le sembianze di una nevicata straordinaria, avveri i tuoi sogni proprio dietro casa!!!




Sono poco più di 400 le oche, ma i loro voli e il loro continuo chiacchiericcio quasi riempiono il vasto cielo di Scossicci e Montorso. Tornate a terra e ripresa l'attività alimentare tutto torna nel più assoluto silenzio, a parte qualche sporadica scaramuccia.
Ma basta un niente, un sorvolo di un maschio di albanella reale, per innervosirle e farle di nuovo decollare.





Nel gruppone delle lombardelle la rarità è rappresentata dalle 11 oche collorosso. Nella nostra penisola non sono tante le osservazioni di questa oca siberiana e comunque mai finora in un numero così elevato: al massimo uno o due esemplari. Questa volta invece...




Certo le oche sono l'attrazione principale di questi giorni, ma a uno sguardo attento non possono sfuggire tutti gli altri uccelli, e sono tanti, che si sono riversati sul litorale in cerca di cibo nei pochi spazi lasciati liberi dalla neve.
Pivieri dorati, pavoncelle e pispole, storni beccaccini e verdoni in gran numero.














Piccoli gruppi di irrequiete allodole.


Un bellissimo maschio di moretta grigia a pesca alla foce del Musone in compagnia di molti svassi maggiori.









In mare un gruppetto compatto di volpoche galleggia molto vicino alla costa. Mentre lungo la spiaggia un chiurlo maggiore cerca dei vermiciattoli tra i sassi e un codirosso spazzacamino quasi mi brucia...sul tempo!


Duecento metri più a sud, dove termina Scossicci, un migliaio e più di gabbiani (reali, comuni, corallini, gavine e chissà cos'altro...) approfitta di tutto il cibo che le mareggiate di questi giorni hanno riversato nelle acque basse, tra le scogliere e la spiaggia.



Con tutta questa presenza ornitica non sono mancati certamente i rapaci: oltre alle già citate albanelle reali abbiamo incontrato qua e là gheppi, poiane, sparvieri e i falchi pellegrini che abitano le falesie del monte Conero. Tutti a caccia di passeriformi, limicoli e anatre. Le oche no, per questi animali grandi e robusti ci vogliono ben altri artigli!


Ormai sciolta quasi tutta la neve nelle piane e ricomparso il sole ad annunciare una non troppo lontana primavera, nello stormo di oche si "percepisce" un certo nervosismo, come una voglia di mettersi in viaggio. Ogni tanto, senza apparente motivo, si alzano in volo, fanno dei grandi giri fino sul mare, per poi tornare nei coltivi. 
Non credo che tarderanno ancora molto a prendere il largo, perdendosi all'orizzonte in direzione nord-est.


A completare il racconto delle osservazioni di questo meraviglioso inizio di febbraio, risaliamo la costa di pochissime decine di chilometri, fino a Ancona. Per raccontarvi tre "chicche" incontrate nell'arco di una sola mattinata.
In una piccolissima zona umida vicino al porticciolo turistico, adiacente al porto commerciale, insieme a volpoche, avocette, combattenti, piro piro piccolo, aironi cenerini e gabbiani vari era presente una cicogna bianca! Mentre increduli la stavamo ammirando, con gran strombettamenti sono arrivate dal mare cinque oche del Canada!! Ma che film è, ci siamo detti? E non sapevamo ancora che due di noi, i soliti cul...fortunati (Francesco Vita e la sua compagna Agnese Lucesoli), avrebbero visto e fotografato, in volteggio sopra il centro storico di Ancona, un immaturo di aquila di mare!!!




FEBBRAIO 2012: Birdwatching da incorniciare!!!!!!!!!!!!!









lunedì 13 febbraio 2012

Oche collorosso nelle Marche!

Questo pre-post per mostrarvi due foto delle oche collorosso viste questa mattina nella piana di Montorso (PortoRecanati-MC). Spero di pubblicarne uno completo più avanti, nei prossimi giorni.




lunedì 23 gennaio 2012

Il Lago di Campotosto (AQ): il Cerkniško "de noantri"!


Dopo aver visitato per più inverni il lago sloveno di Cerkniško quasi sempre ghiacciato sabato, appena giunti in prossimità del bacino di Campotosto, la memoria ci ha riportato davanti agli occhi le immagini fiabesche di quel posto.


Tutta la parte nord del lago abruzzese è un'immensa lastra di ghiaccio! 


Il lago prende il nome dal paese che lo domina, a circa 1.400 metri di quota. E' situato praticamente al centro del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, quasi a separare i due gruppi montuosi. La Laga a nord e il Gran Sasso a sud-est.

Il Gran Sasso, a sinistra nella foto

Il lago è un bacino artificiale, ma è posto in un contesto naturalistico bellissimo, circondato com'è da cime montuose, ora innevate.









Nella parte centrale del lago dove le acque sono più profonde non c'è ghiaccio; ed è lì che troviamo quasi tutti gli uccelli acquatici presenti nella zona. Quasi tutti perché i germani reali, qualche centinaio, se ne stanno per i fatti loro a presidiare il ghiaccio, all'asciutto (si fa per dire...), occupandone in piedi buona parte del bordo!
Gli altri 4-5000 "esseri galleggianti" (è una stima basata su una...sensazione, quindi non vale) formano un'unica massa galleggiante scura, che si muove avanti e indietro, o verso il centro del lago, come fosse un'enorme "cosa" gommosa e elastica!



Sono in prevalenza folaghe e moriglioni, con la presenza di poche alzavole, morette e fischioni. Una quindicina di cormorani sono posati su dei grossi sassi a bordo lago, mentre qualche svasso maggiore pesca più verso il centro del bacino. Pochissimi i gabbiani presenti ma che, quando ci si mettono d'impegno, riescono a creare scompiglio nella "massa scura", aiutati in questo dalle solite e onnipresenti cornacchie grigie.
In questo breve filmato si può apprezzare il movimento "oleoso" degli uccelli acquatici.

                              

Ci fermiamo sul bordo della strada ad osservarli, tanto c'è pochissimo traffico, anche in giornate lavorative e poi...beh, poi ci sono dei professionisti al lavoro: mica si scherza!


Prima di fermarci ad osservare gli anatidi abbiamo fatto diverse soste scendendo dal paese di Campotosto, specialmente in prossimità di boschetti che si trovano tra la strada e le sponde del lago. Queste alberature e i terreni su cui crescono vengono letteralmente presi d'assalto da nuvole di tordi che dai declivi a monte della strada vi si riversano per alimentarsi. Tantissime e bellissime le cesene (e quanto sono chiacchierone!) e molti tordi sasselli; poi le tordele e i tordi bottaccio. Infine i merli.




Quanta frenesia nell'andirivieni incessante di questi splendidi uccelli! Brevissime soste sui rami spogli o a becchettare sul terreno: e poi via, velocissimi. E' stata una faticata anche fare queste poche foto: c'è sempre qualche rametto di troppo tra il soggetto e l'obiettivo. Sembrano giocare a nascondino!
Bellissimi i sasselli, specialmente in volo, con quei loro sotto ala rosso mattone o fulvo rossicci.




Imponente la tordela, il "gigante" del gruppo e "l'anonimo" dei quattro, il bottaccio.




A completare il quintetto dei turdidi ecco il merlo, nero e giallo-arancio. Splendido.


Tra gli altri "svolazzatori" qualche cinciarella e cincia mora, un picchio rosso maggiore e un bel gruppetto di fanelli.



Non potevano certo mancare gli uccelli rapaci: posate e in volo si sono fatte vedere alcune poiane (una, bellissima, con il piumaggio nuovo) e di sfuggita uno sparviere.


Sulla via del ritorno, in prossimità di un piccolissimo centro abitato, siamo stati costretti a due fermate "forzate": la prima, per dar modo ad alcune mucche e ai loro vitelli di attraversare la strada per rientrare nella stalla, ma con molta, molta calma! 
La seconda invece ha visto protagonista uno splendido cavallo, imponente nel suo manto invernale, fermo, immobile in mezzo alla carreggiata! Altri componenti del branco stavamo mangiucchiando le foglie di alcuni alberi a bordo strada: abbiamo atteso alcuni minuti finché il quadrupede non si è deciso a lasciarci il passo...
Che meraviglia, ci siamo detti, che esistano ancora di queste situazioni. 
Alla faccia della tecnologia, e del mondo che va di fretta!