mercoledì 8 agosto 2012

Da Cervia all'Ortazzo: calorosamente...!!!


Arrivando alle Saline di Cervia da Villa Inferno le prime vasche ci appaiono desolatamente vuote: i nostri sguardi si incrociano e la delusione è evidente! Ma no, non è possibile che non ci sia nulla, a quest'ora del mattino poi...! Dai, superiamo la doppia curva e arriviamo fino all'incrocio con la statale; che lì c'è sempre qualcosa.
Detto fatto. Già dal rettilineo tra le due curve ci appare, come un miraggio, un "bianco involo"!


Tra Garzette, Gabbiani rosei e comuni, un fantastico mulinare di candide ali, dove le uniche macchie di colore in tutto quel bianco sono il rosso di becchi e zampe dei gabbiani, e il giallo dei piedi delle garzette.


All'incirca ogni dieci minuti, e chissà per quale strano impulso, tutti gli uccelli si alzano in volo per poi riposarsi, subito dopo, nelle basse acque del bordo vasca.
Tutti tranne i gabbiani rosei che dopo un po' si riuniscono ad una cinquantina di metri dalla sponda, e lì placidamente galleggiano.


Durante l'ora scarsa che abbiamo trascorso sul posto ad osservarli, i rosei, in piccoli drappelli o singolarmente, si sono involati in direzione del mare. Ma non sono andati molto lontani perché li abbiamo tutti ritrovati nelle vasche al di là della statale Salara.
Adulti, immaturi e qualche pullotto ancora imbeccato dai rispettivi genitori.


Nelle acque basse, tra garzette e gabbiani, ci sono un Airone bianco maggiore, alcuni Cavalieri d'Italia e un Chiurlo maggiore. Una cinquantina di Totani mori sempre in movimento, più o meno bassi sul pelo dell'acqua.













Un Piro piro piccolo attraversa invece continuamente la sede stradale, per fermarsi immancabilmente sul guard rail, incurante della nostra presenza!














Quando stiamo ritirando cavalletti e attrezzature varie per spostarci più a nord, verso l'Ortazzo, si materializza improvvisamente sulle nostre teste una specie di "fantasma" diurno!


Uno splendido Gabbiano corallino, che sullo sfondo azzurrissimo del cielo si mostra in tutta la sua candida trasparenza, come in una perfetta radiografia!
Ci spostiamo quindi verso nord, lungo la SS 16, e percorsi pochi chilometri, subito dopo Mirabilandia deviamo a destra, per via Bevanella. Mentre attraversiamo la linea ferroviaria sulle nostre teste svolazzano parecchi Gruccioni, con i juv al seguito.
Poco dopo la strada diventa sterrata e polverosissima (con questa siccità, e...poveri i moltissimi ciclisti che bazzicano la zona!). Superato un piccolo ponte sul Bevano arriviamo ad affacciarci sul lato sud dell'Ortazzo: da lì in avanti la strada diventa pedonale e ciclabile.


Il posto è bellissimo, gli uccelli non mancano. Dobbiamo fare solo attenzione per l'incolumità nostra e del cannocchiale: il sentiero non è granché largo mentre il traffico ciclistico è particolarmente intenso!!!
Scandagliamo attraverso le lenti gli specchi d'acqua e il canneto: Gabbiani comuni e reali, Cigni reali e una Spatola, Aironi cenerini. Le anatre tutte in eclissi: ci sono Germani reali, Alzavole, Mestoloni e Volpoche. Molti anche i limicoli: Piovanelli e Gambecchi comuni, Combattenti e Piro piro boschereccio. Qualche decina di Cavalieri d'Italia con i juv già indipendenti, Avocette e Pavoncelle. Nel canneto sentiamo molti Porciglioni, riesco a immortalarne uno in "libera uscita" in una piccolo specchio d'acqua.
Contiamo anche una cinquantina di Svassi maggiori e qualche Tuffetto. Un volteggio lontano, sopra la pineta, ci svela la presenza di un Falco pecchiaiolo.


Decidiamo quindi di riprendere l'auto per spostarci verso l'idrovora della Bevanella. In linea d'aria saranno 2/300 metri, ma con le quattro ruote c'è da ripercorrere un bel tratto di sterrata. Cammin facendo, quasi a passo d'uomo, osserviamo con attenzione tutto il grande incolto che è perimetrato dalla strada, alla ricerca di Saltimpali e Beccamoschini, soltanto lo scorso anno abbastanza numerosi. Questa volta neanche l'ombra! In compenso moltissimi Storni, Rondini, Passere d'Italia e un'Upupa.


Arrivati all'idrovora, dove la strada finisce, troviamo una gradita sorpresa: dalla scorsa primavera è attivo il Centro Visite Cubo Magico Bevanella. Una parte della vecchia struttura dell'idrovora è stata riadattata e ora è attrezzata per ricevere visitatori. L'area è recintata, si può lasciare tranquillamente l'auto (finalmente...), ci sono tavoloni e panche in legno per riposarsi e mangiare. All'interno della costruzione c'è anche un bar e i servizi igienici. Organizzano escursioni con imbarcazioni nei canali e uscite di BW; affittano anche biciclette e canoe.


Saliti sull'argine e nonostante il sole cominciasse a scaldare malamente, ci siamo immersi nell'osservazione del mondo alato che si muoveva nel grande specchio d'acqua davanti a noi. Sopra alcune lingue di terra emersa stazionavano decine e decine di Cormorani e un consistente contingente di Sterne comuni. In acqua tantissime Folaghe mentre sullo sfondo, tra cielo e vegetazione, si muovevano flessuosi ed eleganti i Fenicotteri.



Alla nostra destra, oltre il canale, un ampio spazio verde che termina a ridosso della grande pineta di Classe e che negli anni ci ha sempre regalato ottime osservazioni di rapaci, anche questa volta ha dato i suoi frutti: una coppia di Albanelle minori e un maschio di reale hanno sorvolato a lungo l'area, alla ricerca di eventuali prede.
Per tutto il tempo che siamo rimasti sull'altana di osservazione del nuovo centro visite, ci siamo osservati a vicenda, noi due e una Sterna comune, immobile su un palo al centro del canale!


"Cotti" dal sole decidiamo per la pausa pranzo. Per fortuna la nuova struttura della Bevanella offre anche l'ombra di alcuni pini, un graditissimo riparo a quell'ora.
Rimaniamo un paio d'orette a far la siesta e quando decidiamo di tornare a gironzolare per canali e chiari d'acqua.......basta uno sguardo per capirci al volo. Ormai siamo una coppia collaudata e affiatata: si torna a casa, al fresco del climatizzatore dell'auto!
Quando abbiamo attraversato i piccoli centri abitati che affiancano la strada che conduce al casello autostradale, e un termometro all'esterno di una farmacia ci ha salutato con un "caloroso" +40, chissà perché, abbiamo capito di aver fatto la scelta giusta!








giovedì 19 luglio 2012

La Gola dell'Infernaccio: escursione illustrata!

Tra le tante opportunità escursionistiche che il Parco Nazionale dei Monti Sibillini offre ultimamente abbiamo scelto quella di risalire il corso del torrente Tenna fino alla sorgente, attraverso la Gola dell'Infernaccio.
























Un nome che dice tutto sulla drammaticità e l'imponenza del sito: la gola è proprio l'accesso al percorso che si snoda ora sulla sinistra ora sulla destra del torrente, tra strapiombanti pareti rocciose dove, specialmente in primavera, l'acqua scorre tumultuosa e assordante.
Ora, in piena estate, lo scorrere del torrente è molto più tranquillo non mancando però cascatelle, gorghi e rimbalzi su massi e tronchi che la natura pone come ostacoli sulla via dell'acqua.





In poco più di due ore (ma noi ne abbiamo impiegate quattro esatte: per forza, ci fermiamo continuamente ad osservare, ad ascoltare e a scattare foto!) e 350mt. di dislivello si raggiunge la sorgente del Tenna, in un ampio e spettacolare anfiteatro circondato da montagne le cui vette raggiungono e superano i 2000mt. di altezza.
Il Pizzo Berro e il Monte Priora sulla destra salendo, e il Monte Sibilla e la Cima Vallelunga sulla sinistra.
















La nostra scelta è caduta su questo percorso anche perché si snoda praticamente tutto all'ombra di grandi faggi, di aceri, di ontani, di noccioli... 



 ...ma, sopratutto, per il fascino che esercitano su di noi i torrenti di montagna.


Quello scorrere dell'acqua mai tranquillo, i continui salti sulle rocce, quella forza inarrestabile di correre verso il fondovalle e.......il rumore, anzi no, il suono così allegro, felice e sbarazzino che ti accompagna tutto il tempo! Che meraviglia!













Ci sono situazioni così belle e suggestive che è impossibile ignorare, che è impossibile non ammirare, estasiati da tanta perfetta bellezza!



Sulla via del ritorno, uscendo dall'Infernaccio, ci siamo fermati ad ammirare, perché illuminate dal sole pomeridiano le "Pisciarelle", l'ultima meraviglia che questo posto offre.


Le Pisciarelle, ed anche qui il nome è estremamente esplicito, sono uno stillicidio continuo di acqua che scende da una parete di montagna ricoperta di alberi, arbusti e muschi. Quando poi l'acqua incontra la roccia e il vuoto sottostante scende al suolo gocciolando, come una doccia naturale, dando così luogo a questo bellissimo fenomeno.
E qui abbiamo incontrato un'impegnatissima coppia di Ballerine gialle intente a sfamare una pigolante nidiata, seminascosta dalla vegetazione nella parete di roccia.



Luogo di straordinaria bellezza questo dell'Infernaccio e del torrente Tenna così come, d'altra parte, tutto il comprensorio dei monti Sibillini. 
E, a pensarci bene, come tutti i luoghi nei quali la natura è lasciata "quasi" a se stessa...


Come è facilmente osservabile le immagini che accompagnano il racconto di questa giornata non sono propriamente foto. O per meglio dire sono foto scattate durante l'escursione che poi, elaborandole al computer, ho cercato di trasformare in disegni, in acquerelli. 
Quello che ne è uscito fuori a noi è piaciuto.....!


lunedì 2 luglio 2012

Le Averle piccole di Montelago



Che le avremmo osservate, ne eravamo sicuri, ma che ne avremmo viste così tante, no! 
A Montelago (Sefro-MC) in quei vasti pianori a circa 1.000mt di altitudine, le averle piccole ci hanno stupito per la loro abbondanza.

















Sopratutto nel pianoro più alto, quello che si estende alla base del monte Igno, dove il grande mosaico dei prati sfalciati è caratterizzato dall'abbondante presenza di vegetazione arbustiva e arborea con siepi, rovi e moltissimi biancospini, alcuni dei quali ormai dei veri alberi.

















In questo bellissimo e variegato contesto naturale vivono, come in un grande condominio, alcune decine di coppie di Lanius collurio, questo particolare passeriforme detto anche "falconcello", per via della somiglianza al rapace (becco uncinato) e per alcuni tipici atteggiamenti predatori.



Nella giornata trascorsa a Montelago abbiamo contato non meno di venti maschi, percorrendo comunque solamente le strade che intersecano il pianoro, senza inoltrarci nei campi. Le foto rappresentano tutte le averle che siamo riusciti a fotografare: non ci sono doppioni!





A metà mattinata un insistito allarmare di cornacchie ha attirato la nostra attenzione: cercavamo in cielo delle poiane o, addirittura, l'aquila reale! Poi un improvviso lampo bianco ha attraversato un prato sparendo dietro un filare di biancospini: un maschio di albanella minore! L'abbiamo cercato a lungo seguendo sempre il vociare delle cornacchie; e l'abbiamo trovato, beatamente posato su un paletto: il sogno di ogni fotonaturalista!



Per tutto il tempo che l'albanella è rimasta sul palo, ha continuamente messo in atto l'atteggiamento che si osserva nella terza foto: testa spinta in alto, a guardare il cielo, e becco spalancato. Senza peraltro emettere alcun suono! Stranezze rapacesche!!!!!!!


Tra le altre presenze ornitiche, solo gli strillozzi e le tordele hanno "gentilmente posato" per noi; mentre il sottofondo musicale della giornata è stato fornito, incessantemente, dal canto delle quaglie. E nonostante tutti i prati fossero stati sfalciati, non siamo riusciti a vedere mezza penna dell'elusivo galliforme!
A metà pomeriggio poi, mentre ci concedevamo una strameritata "siesta" all'ombra di due poderosi biancospini, una splendida poiana ci ha sorvolati esibendo, con orgoglio, la sua preda: una talpa!