martedì 4 ottobre 2016

La Sacca degli Scardovari per l'EuroBirdwatching16


EuroBirdwatching16, ci voleva un bel posto per viverlo al meglio! Non è stato affatto difficile decidere dove andare a trascorrere una bella giornata ad osservare uccelli: siamo andati nel parco del Delta, ed era un po' che mancavamo da quei posti, praticamente dallo scorso inverno! Alla Sacca degli Scardovari per la precisione! Compresa tra la Bocca del Po di Goro e la Bocca del Po delle Tolle è una zona d'acqua vastissima, con una strada litoranea poco trafficata (almeno nei periodi in cui andiamo noi) che da' modo di fermarsi come e quando si vuole.


Appena superato l'abitato di Santa Giulia, posto lungo il Po di Goro, centinaia di aironi guardabuoi si involano dalle alberature lungo l'argine, dove avevano trascorso la notte. Ci affacciamo poi sulla vasta laguna e veloce sbinocolata difronte al Bacucco e alla Punta del Polesine. Scarsissimo il movimento e allora di nuovo in marcia. Dopo una breve sosta nella pineta di Casselle (caffè e biscotti) puntiamo verso l'oasi di Ca' Mello. In questo tratto di strada, proprio sotto costa, affiorano delle mini scogliere che brulicano di vita: insetti a tonnellate! Difatti se scendiamo dall'auto o apriamo un finestrino....veniamo invasi! Ma qui cerchiamo i voltapietre, memori di passate esperienze, e li troviamo. Alla fine saranno 20-25, e con loro pochi piro-piro piccoli. Camminano e mangiano, camminano sugli scogli e mangiano, ogni tanto qualche breve voletto. Ce n'è di cibo: guardare per credere!


Proseguendo il nostro giro degli Scardovari  in senso orario incontriamo poche specie e anche pochi uccelli: gabbiani reali e comuni, pochi cormorani, svassi piccoli e molti, questi si, svassi maggiori. Giunti nella parte opposta della Sacca, alla Bocca del Po delle Tolle, tra le spiagge della Barricata e del Bonelli osserviamo prima un cormorano intento ad asciugarsi il piumaggio, posato su di un palo sullo sfondo del mare scintillante di sole e, proprio a riva in acque bassissime e non propriamente limpide, uno svasso maggiore intento alla pesca. Si immerge, nuota velocissimo sott'acqua in cerchi concentrici, e riemerge. Sicuramente è una tecnica di pesca, ma è comunque bellissimo quando riemerge, con l'acqua che gli scivola via, sul piumaggio impermeabile del dorso.


Puntata veloce fino all'abitato di Scardovari, alla ricerca di qualche passeriforme nei piccoli giardini tra le villette. Tra le fronde degli splendidi melograni abbiamo trovato solo bande di passere d'Italia.


Si è fatta l'ora di pranzo (pranzo insomma...l'ora dei panini!). Ci fermiamo in un'ampia piazzola sull'argine orientale della laguna: sulla destra abbiamo le palafitte dei pescatori e gli impianti di allevamento dei mitili, a sinistra estese risaie dove vengono bruciate le stoppie, a mo' di strisce pedonali...


...e ritroviamo anche il gruppone di aironi guadabuoi che si sposta a seconda di dove il fuoco e il calore spostano gli insetti che si muovono tra le stoppie. Partecipano al banchetto anche alcuni aironi cenerini e un solitario airone rosso juv. In cielo intanto una famigliola di lodolai e pochi gheppi catturano libellule. Una femmina di falco di palude ogni tanto sorvola i canali di irrigazione.



Nel primo pomeriggio, facendo a ritroso lo stesso percorso del mattino, torniamo difronte al Bacucco e alla Punta del Polesine. Adesso c'è un discreto movimento alato e la luce è ottima per fotografare, dal momento che il sole scende alle nostre spalle.



Lungo la sponda, appena in acqua, degli alberi morti andati alla deriva vengono scelti come posatoio da due cormorani, mentre un marangone minore grida al vento il suo disappunto per il disturbo provocato dall'arrivo di una garzetta. Un gabbiano reale invece ha fatto suo un ammasso di nasse vicino ad una staccionata.
L'arrivo di un airone cenerino distoglie per un attimo un gabbiano comune dall'attività di pesca: batte ritmicamente i piedi sul fondale sabbioso per muovere del pesce e...zac, preso. Un bel pesciotto dai riflessi argentei!


In una piccola zona limacciosa sotto i nostri piedi pasturano una decina di corrieri grossi, un piovanello pancianera e due piro-piro piccoli.





Arrivano poi tre pivieresse e atterra anche un chiurlo maggiore.




Sugli scani della Punta del Polesine e del Bacucco stazionano centinaia e centinaia di uccelli. Una lunga striscia bianca e nera di beccacce di mare (potrebbero essere almeno duecento) ozia pigramente, mentre uno stormo di chiurli maggiori s'invola di continuo facendo evoluzioni e giravolte prima di posarsi di nuovo (ad un più minuzioso conteggio casalingo sono risultati essere ben 174!). Più a destra invece cambia radicalmente colore l'ammasso di uccelli: questi sono tutti bianchi. Quando s'involano per non sappiamo quale disturbo, al cannocchiale s'intravedono gabbiani comuni e corallini, sterne comuni e beccapesci.
Quattro sterne maggiori e qualche beccapesce volano proprio davanti a noi, vicinissimi; e si tuffano ripetutamente con scarti improvvisi e "zucchetti" vertiginosi! "Zucchetto" è un termine prettamente anconetano che indica il classico tuffo nel mare, quello fatto entrando in acqua con la testa, con la "zucca"!



Poi due di loro si posano nell'acqua più bassa, abbastanza vicine a noi. Più lontane stazionano tre beccacce di mare staccatesi dal gruppo posato sullo scano. 


Tre individui nel piumaggio della 1° estate: semicollare bianco e apice del becco scuro.


Per il rientro a casa superiamo il ponte di barche di Santa Giulia e quello di Gorino Veneto: 5 euri di ponti! E neanche una foto di questi caratteristici manufatti. Promesso, la prossima volta che andremo da quelle parti.









venerdì 30 settembre 2016

EuroBirdwatching16, anteprima con cicogne

Questa mattina presto, al porto di Ancona, MariaRosa ha scovato due belle cicogne bianche posate in alto, su un pilone dell'illuminazione dell'area portuale! In evidente sosta migratoria, forse già arrivate ieri sera, si sono ripulite a lungo il piumaggio. Alle 09,00 quando me ne sono andato erano ancora lì.




Bellissimo avvistamento alla vigilia della due giorni dell'EuroBirdwatching16! Che sia di buon auspicio?


mercoledì 28 settembre 2016

Sbinocolando d'agosto...

Agosto. Erano tutti al mare. Ammucchiati, sudati, bagnati, oliati e abbronzati. Anche noi eravamo "tintarellati" ma quando ci toglievamo la maglietta svelavamo "il come" eravamo abbronzati. Ma come i ciclisti o i muratori, a zone! Ma voi non siete nati normali, sempre a guardà 'sti uccelli, è la cosa più simpatica che ci veniva detta. E noi di rimando: tranquilli che ci andremo anche noi al mare, da ottobre a Pasqua però. Quando l'orda barbarica e vacanziera se ne starà rintanata al calduccio, ognuno a casa sua!
Agosto, i piccoli passeriformi hanno tutti portato a termine le loro nidificazioni, tranne pochi, ancora indaffarati. Tra i rapaci le poiane, i gheppi e gli sparvieri hanno involato i rispettivi pulli, tra poco toccherà ai pecchiaioli e a fine mese ai lodolai. E noi intanto sbinocoliamo, incuranti del sole e del caldo.












A metà mese, a cavallo del Ferragosto, capita che entrino nell'inquadratura dei binocoli alcuni falchi della Regina. Uno o due, non di più, e neanche tutti gli anni anche se la speranza di vederli c'è sempre. Quest'anno la speranza si è tramutata in realtà, e che realtà: ben sette falchi (quelli che abbiamo visto noi) hanno attraversato il territorio del Conero; tutti immaturi ovviamente, in fase chiara e in fase scura.



















E poi siamo andati in ferie. Anzi, per la precisione MariaRosa è andata in ferie, che io ci sono da un bel po'....!!! Destinazione montagna. Dolomiti, Val Pusteria. Dieci giorni di relax completo, a 1400 metri, due passi dall'Austria. Tempo splendido, tranne un pomeriggio di pioggia. Belle camminate in quota, in boschi e pascoli verdissimi, al cospetto di montagne straordinarie. Mirtilli, lamponi e mucche. E ciclisti e motociclisti ovunque: oseremmo dire infestanti! I sud tirolesi, gente simpatica e gentile (almeno quelli incontrati da noi), coscienti del tesoro naturalistico che hanno per le mani, lo gestiscono e sfruttano in maniera oculata e sapiente. 
Uccelli ovunque, sopratutto giovani di ogni specie. Pochi i rapaci: abbiamo visto solo molte poiane, un'aquila reale lontanissima e sparuti gheppi.

Nocciolaia
Rondini montane



Beccafico

Crociere

Regolo
Bigia alpestre


Cincia mora

Luì verde

Balia nera

Cincia bigia
Croda rossa
Cesena
Codirosso comune


Merli dal collare ssp.alpestris

Spioncello













Tordela














Lago di Anterselva
Poi, tanto per non farci mancare nulla, ci eravamo "fissati" nel voler cogliere a tutti i costi qualche movimento migratorio, dato il periodo. E tanto abbiamo setacciato il cielo, specialmente nelle ore pomeridiane, che il nostro "accanimento" in qualche modo è stato ripagato.
Una prima volta sette pecchiaioli, una seconda occasione ancora pecchiaioli, undici, e una terza un grande stormo di circa cinquanta cicogne bianche. Non contate bene perché sparite subito oltre un crinale. Tutti viaggiavano con direzione NE-SW.
Agosto. Le spiagge ribollono di gente seminuda. In montagna no, anche se qualche volta.....ma fai anche presto ad allontanarti. Basta scarpinare un po'!

giovedì 22 settembre 2016

Capriglia, l'autostrada dei bianconi!

Siamo tornati a Capriglia (Pietrasanta-LU) per il nostro ormai abituale appuntamento di fine estate con la migrazione dei bianconi, verso nord, e di tutte le altre specie, in primis l'aquila minore, verso sud. Una tre giorni in compagnia di binocolo, cannocchiale e fidati amici ad ammirare, sempre con meraviglia, l'autostrada del volo migratorio che si snoda tra Massa, Viareggio e il Lago di Massaciuccoli, sorvolando in linea retta la grande piana sottostante di Pietrasanta e Camaiore, e la linea di costa della Versilia.


Eravamo preparati ad un fine settimana di intenso maltempo (purtroppo per noi!) e almeno per il primo giorno così è stato: per quanta pioggia è venuta giù non siamo riusciti a mettere il naso fuori dalle auto, se non nel tardo pomeriggio! Il giorno successivo il meteo ha avuto pietà di noi e tra ammassi nuvolosi spettacolari e ampi sprazzi di sole abbiamo avuto modo di contare un centinaio di rapaci.


E così la domenica fin verso le 14,00, quando poi è ripreso a piovere. A quel punto, anche per le quattro ore abbondanti del viaggio di ritorno, abbiamo chiuso bottega comunque soddisfatti per quanto eravamo riusciti a vedere.




Il conteggio finale riporta un totale di 150 rapaci: veramente pochi per il periodo e per tre giorni di osservazione, ma viste le premesse è andata anche bene! I bianconi, naturalmente più numerosi di tutti con 119 esemplari seguiti, distanziatissime, dalle aquile minori con 13 soggetti.






A completare la check-list 11 falchi di palude, 5 giovani pecchiaioli, 1 albanella sp. e uno splendido falco pescatore.




Tra i locali soliti caroselli di poiane, gheppi e lodolai, sopratutto juv, e qualche sparviere. Ancora movimenti di rondini e balestrucci, tre rondoni maggiori e una rondine montana. Due corvi imperiali, e tra le chiome degli ulivi frotte di codibugnoli, pochi regoli e un fiorrancino.

"L'aurora versiliese", aspettando il tramonto