lunedì 18 settembre 2017

I Piani di Ragnolo

Sabato 16 settembre. Splendidi cieli azzurri e gran vento!

I Piani di Ragnolo, nel Parco Nazionale dei monti Sibillini (Marche), sono una vastissima aerea a pascolo, posta ad un'altitudine di 1400 metri sul livello del mare. La rada vegetazione color giallo-ocra non offre più nascondigli alla miriade di insetti e invertebrati che si muovono tra gli steli e sul terreno. Ed è sontuoso banchetto per tutti gli uccelli che vivono e si muovono a queste altitudini! Chi caccia in volo: gheppi, grillai, albanelle minori, e falchi di palude in evidente movimento migratorio. Chi si procura il cibo da posatoi poco elevati: calandri, prispoloni, culbianchi, saltimpali e stiaccini. Chi goffamente insegue "a piedi" grilli e cavallette: poiane e cornacchie grigie. E chi approfitta del gran movimento di passeriformi per tentarne la cattura con veloci voli radenti, o appostati sul terreno tentando di mimetizzarsi tra le alte erbe ormai rinsecchite: gli sparvieri!

Albanella minore juv femmina

Falco di palude juv maschio

Gheppio juv

Grillaio maschio adulto

Poiana juv

Sparviere femmina adulta

Sparviere maschio adulto

Calandro

Culbianco

Prispolone

Saltimpalo

Stiaccino

Culbianco e Stiaccino

Succiacapre, rinvenuto purtroppo morto, a bordo strada




mercoledì 13 settembre 2017

Organbidexka, dove volano i migratori.


Il dipartimento dei Pirenei atlantici, nel sud ovest della Francia è un territorio molto bello, ricchissimo di pascoli dai fondovalle alle cime pirenaiche. Il colore che accompagna costantemente il visitatore è il verde, nella miriade di sfumature dei pascoli e della lussureggiante vegetazione boschiva. A far da contraltare a quell'enorme macchia verde sono, nell'attraversamento dei piccoli centri abitati, i colori pastello delle persiane alle finestre delle abitazioni. Azzurro, lavanda, blu, rosa, rosso, bianco, posti ancor più in evidenza dal grigio ardesia delle tegole dei tetti.
Tutti i giorni, impiegando un'ora e poco più di auto, attraversavamo questi luoghi per salire al Col de Organbidexka a 1300 metri di altitudine, per seguire la migrazione degli uccelli.














Larrau, giù in fondo alla valle, è l'ultimo centro abitato che si attraversa prima di intraprendere l'ascesa che porta a Organbidexka e alla foresta d'Iraty. La postazione che ci siamo scelti è appena più bassa di quella ufficiale del campo della LPO, e circa 200 metri prima, a lato della strada. E' che per noi è logisticamente importante la vicinanza dell'auto: attrezzatura tecnica, vettovaglie, sedie ed eventualmente un tavolino; in più il portellone del Doblò (2mt x 2mt circa!) rappresenta un notevolissimo riparo dal sole e dalla pioggia. Eh beh, ci piace avere tutto a portata di mano...!
Alcuni giorni ricevevamo la visita dei cavalli, ed altri quella delle pecore. Non siamo mai stati soli.

























E quando non c'erano ne' gli uni ne' gli altri e neanche i migratori, bastava guardare così, a caso, in qualsiasi direzione per vedere volteggiare i grifoni. A centinaia, su ogni pascolo, ogni colle, ogni vetta. Mai una battuta d'ala. Silenziosi, enormi, bellissimi!
Tra gli stanziali il trittico dalle penne nere: le cornacchie nere, i tanti corvi imperiali e lo stormo compatto dei gracchi corallini.









Ancora, tra i rapaci locali, tre gipeti (un immaturo un giorno e due adulti quello seguente), un lontanissimo capovaccaio; una juv aquila reale che ha pattugliato per pochi minuti il vallone sotto di noi, le tante juv poiane e un falco pellegrino in caccia. Tra i passeriformi, quelli che hanno avuto la bontà di posarsi vicino a noi: i prispoloni, gli spioncelli e l'immancabile culbianco. Sulle rade alberature balie nere, picchio muratore, luì piccolo e averla piccola. Sugli steli più alti dei pascoli qualche saltimpalo e una solitaria tordela in volo veloce.
Molti juv gheppi nel classico atteggiamento di caccia, "appesi al cielo", controvento!




























E i migratori, rapaci e cicogne. Che erano poi lo scopo del nostro viaggio. Migliaia di pecchiaioli, ancora tanti nibbi bruni (non ce li aspettavamo così numerosi) e sparvieri in buon numero. I primi bianconi di passo mentre i locali cacciavano attorno a noi; lo stesso atteggiamento per i nibbi reali (coloratissimi i juv nel loro splendido piumaggio); albanelle reali e minori, falchi di palude e falchi pescatori. Poche aquile minori e lodolai; nessuna poiana in transito.






















Nibbi bruni


Abbiamo visto soltanto cicogne nere a Organbidexka. Sorpresa invece per una juv ghiandaia marina osservata per tre pomeriggi consecutivi posata su un albero spoglio a ridosso della strada, a 1200 mt. Nei conteggi della LPO è stata classificata in "riposo migratorio".


Spettacolare e affascinante, ovunque lo si osservi, il movimento dei pecchiaioli. In montagna, se sei in una zona panoramicissima com'è questo colle pirenaico, puoi tentare di "prenderli" molto lontani. Se hai pazienza puoi vederli scivolare lentamente fino a quando i primi del gruppo rallentano e si mettono a roteare su una termica: tutti gli altri faranno lo stesso movimento. Poi qualcuno prenderà l'iniziativa rimettendosi in cammino scivolando nel vento. Alla successiva termica riproporranno lo stesso atteggiamento fino a passarti davanti, o sopra, o alle spalle per dirigersi a sud, oltre la linea dei pascoli sommitali. Aldilà di quella linea e del Pic d'Orhy c'è la Spagna. Oppure, ed è quasi una magia, li vedi spuntare dalla chioma dei boschi sottostanti. Cinque, dieci, venti, quaranta e caoticamente, seguendo ognuno una personale traiettoria, si alzano lentamente volteggiando sul bosco fino ad arrivare all'altezza dei tuoi occhi. E continuano a salire fino a scomparire, quando c'è, nella foschia, dentro le nuvole. Quando invece splende il sole, li perdi inghiottiti dall'azzurro più azzurro che c'è. 
Puff, in un attimo non ci sono più: si è compiuta la magia!


Alla fine delle osservazioni ne abbiamo contati alcune migliaia, e insieme a tantissimi adulti abbiamo osservato anche i primi splendidi pecchiaioli nati quest'anno.


A malincuore (si fa per dire) abbiamo trascorso un paio di giornate lontano da Organbidexka (è difficile allontanarsi da luoghi simili, d'altronde non potendo stare contemporaneamente in due posti diversi...). Una giornata l'abbiamo trascorsa in pianura, lungo il corso del fiume Adour, alla ricerca dei nibbi bianchi e, sotto sotto, covavamo la speranza di vedere qualche migratore: la zona è buona! Ottima giornata per i nibbi, visti ben sei in quattro siti diversi! Una coppia, un adulto con un juv, e poi uno e uno. Tra i migratori quindici pecchiaioli, due aquile minori, cinque falchi pescatori e un enorme stormo di cicogne bianche. Contate in foto (mettendo insieme quattro scatti) sono risultate essere circa 350!!! Giornatona, e giornatona anche sul colle dove hanno contato più di 1900 pecchiaioli (mannaggia!). Però le cicogne non le hanno viste, e noi tenevamo troppo a vedere i nibbi bianchi. Va bene così.




L'altra giornata l'abbiamo trascorsa ai 1600 del Col de Somport, poco più a est di Organbidexka. Anche lì è stato istituito un punto di osservazione sulla migrazione, sulla linea di confine. Noi veramente, e rimanendo comunque sul passo pirenaico (c'era abbastanza vento e faceva anche freddo), non abbiamo contattato migratori di sorta. Somport è una rinomata stazione sciistica, quindi alberghi, rifugi, ristoranti e ammennicoli vari. Però c'era pochissima gente. Abbiamo comunque trascorso una piacevole giornata tra gipeto, aquile minori, grifoni, nibbi reali, corvi imperiali e un bel gruppo di 28 camosci. Sentite ma non viste le marmotte. Tra gli alberghi e le siepi si muovevano ballerine bianche e gialle, regoli, balie nere, pettirossi, tutte le cincie del mondo, luì piccolo. Sui davanzali delle finestre si posavano il codirosso spazzacamino e paffute rondini montane. Lo spettacolo vero, un'esibizione da star ci è stata offerta da due bianconi in caccia sopra le nostre teste, bassissimi. Entusiasmante, da "pelle d'oca"!


Tutte le sere, scendendo dal colle, costeggiavamo un lungo tratto del Gave de Larrau, un corso d'acqua a carattere torrentizio, bello, spumoso e saltellante. Dai e dai un tardo pomeriggio ci siamo fermati lungo un tratto abbastanza in piano, per tentare la sorte su ballerina gialla e merlo acquaiolo. Detto e fatto, in venti metri c'erano tutti due! Coup de chance!


Tirando le somme degli uccelli migratori visti, questi sono i numeri:
Falco pecchiaiolo: 3486
Nibbio bruno: 401
Falco di palude: 24
Sparviere: 22
Falco pescatore: 16
Albanella minore: 11
Aquila minore: 5
Albanella reale: 4
Capovaccaio: 1
Lodolaio: 1
Biancone: 15 (alcuni locali)
Nibbio reale: 32 (molti locali)
Cicogna bianca: 350 (circa)
Cicogna nera: 15
Zafferano: 25 (un unico stormo)

Tra gli stanziali:
Grifone: molte centinaia
Gipeto: 3
Aquila reale: 1 juv
Falco pellegrino: 1
Poiane: molti juv
Gheppi: molti juv

Le ultime foto sono un omaggio alle presenze costanti e inevitabili degli animali al pascolo: "la brebis", la pecora, negli alti pascoli montani e "la vache", la mucca, sopratutto nei pascoli del fondovalle.


E poi che altro dire. Potremmo dire che se troviamo una casa più o meno come questa, a prezzi modici però, beh......ci trasferiamo! Poi non dite che non vi avevamo avvisato. Adieu les vacances!